Impariamo a preservare le bande per attività satellitare.

Le porzioni di banda dedicate ai satelliti, sono sempre state delle aree circondate dalla nebbia per la maggior parte dei radioamatori. Sebbene tutte meritino la stessa attenzione e la stessa tutela, mi focalizzo a parlare della porzione dei 435 – 436 MHz

Vi chiederete, perchè portare a galla queste allocazioni sconosciute?

La risposta è semplicissima: se la gente conosce le cose, magari evita di far danni.
I danni sono in corso da un po’ di tempo, già con i ponti analogici, ma stanno subendo una impennata esponenziale, da quando è scoppiata la bomba del digitale e qualcuno si è inventato la moda dello shift a 5MHz. Come tutte le mode, parte e viene seguita con effetto valanga, senza criterio. Tanto, si da per scontato che se lo ha già fatto qualcuno, allora lo posso fare anche io. Purtroppo, invece, non è sempre sano, copiare alla cieca qualcun altro, pensando che sia uno bravo.

I satelliti sono oggetti lontanissimi, che ruotano attorno alla Terra e portano a bordo svariati hardware, tra i quali vi è anche la parte radio.
Per ovvi problemi energetici e di peso, non possono utilizzare potenze enormi. Ne deriva che i loro segnali che giungono a noi, sono generalmente debolissimi e per essere ricevuti, occorre spingersi su qualcosa che va oltre la banale antenna verticale che han tutti.

Esistono enti, associazioni, università, cooperazioni fra stati, tutti che lavorano, investono migliaia di dollari e spediscono in orbita, hardware e software per fare sperimentazione di tutti i generi.

Se si fa lo sforzo di capire quanti e quali sono gli interessi in gioco a livello globale planetario, si può facilmente intendere, che ogni attività estranea,  posta in essere in queste porzioni di frequenza, diventa un vero atto criminale.

Proprio per coordinare tutto il mondo ed evitare che qualche facilone possa inserirsi a recar danno in mezzo a tutta questa sperimentazione costosa ed avanzata, esistono associazioni riconosciute a livello mondiale, composte da persone lungimiranti, che si prefiggono di informare il mondo e coordinare tutte le strutture che operano nel settore, per avere un filo logico comune. Per dare a tutti una strada chiara, per operare senza creare problemi tecnici e di sovrapposizione di servizi. Parliamo di ITU, di IARU, di AMSAT e di tutte quelle altre associazioni che si scambiano informazioni per uno scopo comune.

Tutto questo per dire che all’inizio del 2018, si contano circa 250 ponti ripetitori, che sono stati posizionati in banda satelliti. Da mesi si ascoltano disturbi sui trasponder di alcuni satelliti e più si va avanti a non curarsi di questa cosa, maggiori saranno i problemi.
Il satellite, quando passa sopra l’Italia, la vede tutta, e non solo. Vede anche altri paesi europei. E se i nostri disturbi entrano nel satellite, questo li trasmette su tutta l’area di sua copertura.

Queste poche righe, vogliono solo essere un monito a tutte quelle pratiche scorrette, che vanno a posizionare attività radio estranea a quella esplicitamente dedicata ai satelliti, nelle porzioni di banda riconosciute ed utilizzate a livello planetario per questo scopo.

Tutti i radioamatori, sono invitati a prendere atto di questa cosa, convincersi che non è una banda vuota e desertica, solo per il fatto che non hanno mezzi adeguati per capirlo. Ma occorre che si apprenda che un minimo di cultura serve, un minimo di diffusione della cultura serve, ma soprattutto, serve avere rispetto degli altri e del mondo che ci circonda.

Concludo con la versione sintetica, per quelli che leggono solo le prime 2 righe e puntano solo le cose evidenziate:
La banda satelliti è chiamata così, perché ci sono i satelliti. TUTTE LE ATTIVITA’ NON DI QUESTO TIPO, VANNO EVITATE.

Grazie per l’attenzione e che vinca il buon senso.
73 a tutti
IU2EFA William

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